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Le prime olimpiadi ATENE 1896 La data è da ricordare: 6 aprile 1896. E' l'inizio delle Olimpiadi moderne, ben 1503 anni dopo la soppressione dell'appuntamento sportivo decretata dall'imperatore Teodosio su richiesta del vescovo milanese Ambrogio. Merito di Pierre de Coubertin, giovane barone francese: grande appassionato di sport, trascorre una decina d'anni in giro per il mondo con lo scopo di presentare il progetto e raccogliere i fondi necessari. Le sue intenzioni, ufficializzate al raduno dell'Unione francese per gli sport nel 1892, diventano realtà due anni più tardi al termine di un congresso internazionale, svoltosi alla Sorbona di Parigi, quando ottiene il pieno consenso dei delegati. Da quel momento la macchina organizzatrice si mette in moto. Nasce il Comitato olimpico internazionale, con a capo il greco Demetrius Vikelas. L'unico problema è rappresentato dalla sede e dalla data di inizio della competizione: de Coubertin sogna la prima edizione a Parigi nel 1900. Ma l'entusiasmo dei componenti del Cio è tale da anticipare la prima Olimpiade moderna al 1896 con la scelta di Atene, per ovvi motivi storici, quale sede della manifestazione. All'appuntamento partecipano 245 concorrenti in rappresentanza di tredici Paesi: Australia, Austria, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Ungheria. L'Italia è assente anche se Carlo Airoldi, (abitante a Origgio figlio di fabbri) un artigiano lombardo di ventisette anni, tenta di iscriversi alla maratona. Si reca in Grecia a piedi, vincitore di numerose corse di lunga lena (tra cui la Torino-Marsiglia-Barcellona) e accreditato di un personale di 2 ore e 35 minuti sui 42 km, quando viene a sapere della rinascita dei Giochi olimpici e al tempo stesso ha la conferma che l'Italia non intende parteciparvi ufficialmente, decide di organizzarsi da solo per riuscire ad essere al via della maratona olimpica. Così, il 28 febbraio, parte a piedi da Milano alla volta di Atene, dove arriva il 31 marzo, al termine di un viaggio di oltre 1300 chilometri, alla media di 50 chilometri al giorno!(da notare che nel percorso di andata a ucciso 3 lupi) Ma una volta in Grecia, Airoldi commette l'errore di farsi vanto delle sue prodezze E scopre che la sua iscrizione è respinta per "professionismo": qualcuno ha informato il Cio che lui ha intascato qualche lira per le sue vittorie podistiche. Airoldi non può quindi partecipare e non basta il racconto del suo lungo viaggio a piedi per compassionare de Coubertin. Nella mente gli passa anche l'idea di correre ugualmente la maratona, fuori classifica, ma poi rinuncia e torna in Italia. Naturalmente a piedi. E non prima di aver giustamente protestato con chi lo aveva accusato di professionismo: non erano forse premi – e ben più cospicui dei suoi – i regali piovuti addosso a Spiridon Louis? La prima medaglia è statunitense: Brendan Connolly si impone nel salto triplo (13,71 m). Salirà ancora sul podio nel salto in lungo (bronzo) e nell'alto (argento). I nordamericani si impongono anche nel peso e nel disco e monopolizzano la corsa: i 100 e i 400 metri sono di Thomas Burke, l'inventore della tuttora praticata partenza "a quattro zampe". La Francia domina nel ciclismo, la Germania nella ginnastica. Dieci ori per
i greci, tra i quali il più ambito: ovvero la maratona grazie a Spyridon Louis
che, dopo 2h58'50'' compie il giro di pista finale nello stadio accompagnato
dai suoi connazionali. La manifestazione a cinque cerchi non può avere un
epilogo migliore.
Nella foto Spiridon Luis Olimpiadi di Helsinki 1952. E' l'olimpiade dell'uomo chiamato cavallo: Emil Zatopek. In questa edizione dei giochi olimpici questo grande atleta è riuscito in un'impresa che nessuno fino ad oggi ha eguagliato vincedo 5.000 mt, 10.000 mt e maratona, quet'ultima col tempo di 2h23'03". Già quattro anni prima a Londra si impose nei 10.000 mt vincendo anche la medaglia d'argento nei 5.000 mt.1960 Olimpiadi di Roma. Un uomo scalzo taglia per primo il traguardo sotto l'Arco di Costantino e vince tra un tripudio di folla. E' un vero trionfo, vince con il tempo di 2h15'16" stabilendo così la miglior prestazione mondiale (prec. 2h15'17"del russo Sergey Popov). Si tratta del 28enne etiope Abebe Bikila. La fama di quest'atleta raggiunge l'apice quattro anni dopo durante l'edizione dei giochi di Tokyo 1964. Questa volta, però, vince con le scarpe con l'icredibile tempo di 2h12'11" (nuova miglior prestazione al mondo) dopo che sei settimane prima era stato operato di appendicite. Nessuno prima di lui era riuscito ad aggiudicarsi due maratone olimpiche consecutive: solo il tedesco Waldemar Cierpinski riuscirà ad eguagliarlo vincendo a Montreal 1976 e a Mosca 1980. Bikila corse 26 maratone vincendo anche due Campionati del Mondo (1960 - 1962). Tra i corridori italiani che diedero lustro alla maratona non si può certo dimenticare il vicentino Gelindo Bordin, capace di vincere la maratona olimpica di Seoul 1988 e la più antica maratona del mondo, quella di Boston del 1989. A Seoul si impose con il tempo di 2h10'32". Bordin è stato anche detentore della miglior prestazione italiana con il tempo di 2h09'27" (prec. 2h09'57" di Gianni Poli) stabilita a Boston il 18 aprile 1988 dove si classificò al quarto posto. Atleta di grande acume tattico, Bordin riuscì a vincere le maratone sopracitate con una condotta di gara ammirevole. Partì con un ritmo tranquillo, lasciando sfogare gli avversari, per poi andarli a riprendere negli ultimi 5 - 10 km ed imporsi così sul traguardo. La storia della maratona non è scritta solamente da uomini, ma anche grandi donne vi hanno apposto la propria firma. La prima edizione femminile della maratona olimpica si disputò a Los Angeles nel 1984 e si impose la statunitense Joan Benoit Samuelson con il tempo di 2h24'52". Ma la prima maratona femminile di cui abbiamo notizia si è disputata a Londra il 3 ottobre 1926 e se l'aggiudicò la britannica Violet Piercy con il tempo di 3h40'22". Da allora numerose furono le maratonete che fecero grande questa disciplina. La prima che infranse il muro delle tre ore fu l'australiana di origine francese Adrienne Beames con il tempo di 2h46'30" che fu capace di tale impresa il 27 ottobre 1974 a Werribee. Ma la più grande maratoneta della storia resta sicuramente la norvegese Grete Waitz che fece la miglior prestazione al mondo per ben quattro volte. Arrivò a fare 2h25'29" (Londra 17 aprile 1983). Dopo di lei: la succitata Joan Benoit Samuelson, la norvegese Ingrid Kristiansen e la tedesca Uta Pipping. Tra le italiane degne di cronaca ricordiamo la ferrarese Laura Fogli, la torinese Maria Curatolo e la romana Franca Fiacconi.
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